LIFE STYLE – LA SCOPERTA DEL BENESSERE, LA NECESSITA’ DI UN PERCORSO PIACEVOLE: COMUNICARE CON SE STESSI. PARLA L’ESPERTO DOMENICO CREDO: SUGGERIMENTI, CONSIGLI E IL PRIMO ESERCIZIO

Ciao a tutti, sono Domenico Credo, nato a Napoli negli anni ’60. A quell’epoca il medico di famiglia era un’istituzione, e lo è ancora oggi, tanto è vero che il detto ironico “chi te l’ha prescritto, il medico?”, ancora resiste. Anche io, come tanti, da  bambino ho conosciuto il medico e le medicine come unico rimedio ai malesseri del corpo. Se avevo male alla gola, il medico, dopo avermi visitato, mi diceva di prendere una pillola dopo i pasti e un cucchiaio di sciroppo al mattino. Se i sintomi erano più forti mi prescriveva quelle fiale di penicillina così dense che lasciavano il posteriore indolenzito per ore e ore.
Solo dopo frequenti mal pancia e varie cure che mi calmavano il dolore, per poi ricomparire dopo qualche giorno che avevo finito di prendere le compresse, in pratica un circolo vizioso, volli approfondire e capire i sintomi. Ancora adolescente iniziai un viaggio da autodidatta nel rapporto tra il  fisico e la mente, scoprendo molto presto che le emozioni e le ansie, che a quell’età sono vere tempeste, potevano essere all’origine dei miei mali. Cominciai a capire che il problema era nella conoscenza di se stessi e del proprio corpo, nel sapere ascoltare le necessità e stabilire un equilibrio.
Conoscersi non è un atto di egoismo.
Ma la svolta la ebbi quando decisi di curarmi con la cosiddetta medicina alternativa. In particolare mi avvicinai all’omeopatia e notai subito una grande differenza. Mentre il medico della mutua si limitava a chiedermi dove mi facesse male, senza nemmeno darmi il tempo di descrivere il male stesso, e mi consegnava la ricetta con la cura già pronta, il medico omeopata invece articolava la visita in tre momenti diversi: 1) l’ossevazione, 2) le domande, e 3) l’esame clinico.
Se decidete di fare una visita omeopatica non abbiate fretta in quanto essa dura circa un’ora e mezza. La mia prima visita è durata addirittura 2 ore. Ma il mio stupore fu che, dopo una lunga e attenta analisi ed una serie di domande, tra cui le abitudini alimentari , malattie presenti e passate ecc.. ecc..  alla fine, prima di darmi una cura mi consigliò di leggere un libro, un libro che per me racchiudeva il segreto e il segreto non poteva che essere nell’alimentazione, poiché tutto parte dalla materia che trasformiamo in altra materia, nel nostro corpo.
Quale altro meccanismo reputiamo fenomenale al pari del nostro corpo? Pensate,  mangiamo un gelato, una verdura o un pezzetto di pane ed esso si trasforma in cellule di materia vivente.
La scelta del cibo e le modalità di assunzione di essi sono una forma di comunicazione con il proprio corpo. Comunicare bene con il nostro corpo significa stare in armonia con esso, e stare in armonia è già una cura. La complessità dell’organismo è una meraviglia posta al nostro completo servizio e non dovremmo mai smettere di prendercene cura.
A distanza di 30 anni  ancora adesso conservo e rileggo quel libro che uso come manuale per ristabilire il mio equilibrio.  Perche l’equilibrio si può anche perdere, cosi come si rovescia una bottiglia urtata casualmente e che perde l’equilibrio e cade. Oppure un incidente automobilistico in cui mi immobilizzo quasi completante.
Tornai forzatamente alla medicina tradizionale, che seppur scongiurandomi il peggio non riuscì a restituirmi quel benessere e lo stato di salute a cui ero abituato. Mi diagnosticarono 3 ernie al disco e a loro dire la risoluzione era solo la chirurgica . Ancora una volta la soluzione la trovai attraverso pratiche che consideravano lo stato di salute come  una perdita di equilibrio, in questo caso perso accidentalmente.
Questa volta la soluzione la trovai nelle pratiche manuali, in particolare nello shiatsu, che ristabilisce un equilibrio energetico attraverso una digitopressione fatta su specifici punti del corpo che induce ad un rilassamento muscolare e ad un conseguente rilassamento della mente. Ecco perché si dice che un trattamento shiatsu dà un benessere psico-fisico.  Con l’aiuto di Maestri approfondii la pratica della meditazione, del training autogeno e altre pratiche non invasive. Il risultato fu eclatante, dopo qualche mese le mie ernie erano sparite senza l’intervento del chirurgo.
Questo risultato eclatante mi ha indotto alla ricerca di tecniche naturali che potessero aiutare il corpo a guarire, ad aumentare la normale capacità di auto guarigione evitando di immettere nel nostro corpo agenti chimici. Con questo non voglio dire di non prendere medicinali che alcune volte risultano indispensabili ma, sarebbe buona regola provare prima con tecniche come lo shiatsu, la riflessologia, il reiki, fiori, oli essenziali, integratori ( preferite quelli naturali o meglio biologici) o il massaggio in generale. Sempre più spesso si fa cattivo uso e abuso dei medicinali, grazie anche a messaggi che ci vengono trasmessi attraverso i media, si ricorre ai medicinali anche per un minimo dolore come mal di schiena o mal di testa, sovente dovuto a una semplice tensione muscolo tensiva.
Per questo voglio darvi alcuni consigli in base all’esperienza acquisita in questi anni come operatore olistico.
E lo farò con la tecnica dello shiatsu, che è una delle più antiche mondo. Intanto qualche nozione sullo shiatsu.

Cos’è lo Shiatsu?
Lo Shiatsu è una pratica manuale che, tramite precise modalità di pressione, agisce sul flusso energetico dell’essere umano; e’ rivolta sia a comprenderne i principi di funzionamento sia a favorirne la circolazione nel corpo.

Caratteristiche dello Shiatsu
La pressione Shiatsu (dal giapponese Shi = dito e atsu = pressione) si effettua con il dito e precisamente con il pollice, nel quale si trova il maggior numero di recettori sensoriali della mano ed al quale corrisponde sulla corteccia cerebrale un’area maggiore non solo rispetto alle altre dita, ma anche a tutti gli altri elementi del fisico umano.

Incominciamo con un esercizio base e questo non può essere che il rilassamento:

esercizio n° 1
Un effetto rilassante su tutto il corpo si ottiene massaggiando l’area dell’unghia del dito medio, cominciando dalla mano destra.

Si prenda il medio destro tra indice e pollice della mano sinistra e si premo, o si massaggi, il bordo inferiore dell’unghia, quello rivolto verso il pollice, per quindici secondi circa.

Poi si ripeta a mani invertite e si procede in sequenza, passando da una mano all’altra, per circa un minuto.

Nell’eseguire questo esercizio è opportuno controllare il respiro, che deve mantenersi sereno e misurato, con espirazioni profonde e inspirazioni che comincino a riempire i polmoni dalla parte più bassa.

Incominciate a prendere confidenza col vostro corpo e praticate fino a quando sentite padronanza, anche se a leggere sembra semplice, con la digitopressione con il pollice fino a creare un gesto armonico.

A presto per il 2° esercizio

Domenico Credo OPERATORE OLISTICO PROFESSIONAL

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