CHIESE DI NAPOLI – S. Caterina Spina Corona

“Dum Vesevi Syerena Incendia Mulcet” ovvero: ‘Mentre la Sirena addolcisce l’incendio del Vesuvio’ . Questa la frase che appare sul marmo della fontana di Santa Caterina Spina Corona, meglio conosciuta come ‘la fontana delle zizze’; raffigura la sirena Phartenope che dai seni fa uscire l’acqua atta a spegnere la lava incandescente del Vesuvio. La chiesa ubicata in via Guacci Nobile, risale al 1354; fu costruita per volere di nobili appartenenti al Seggio del Nilo. Ristrutturata nel tempo, oggi ne conserva ancora le porte originali e al suo interno invece sono conservati altari seicenteschi marmorei e qualche tela. La fontana venne rimossa per poi essere ricollocata, ma in un restauro successivo, esattamente nel 1925, fu deciso di spostarla definitivamente nel museo di San Martino e al posto dell’originale fu collocata una copia realizzata da Achille d’Orsi.

Secondo la storia legata a questo edificio, nel XIII secolo era frequentata da una numerosa comunità ebrea e per questo motivo le fu dato il nome di ‘Giudecca’. Dagli atti di un documento ritrovato, risalente al XVI secolo il gesuita di nome G.F. Araldo scrive: “S. Caterina monistero fatto alla Giudecca de’ Giudei fatti Cristiani, essendo Vicerè Don Pedro de Toledo et essendo circa 30 orfanelle et non essendo più il luogo capace di più, furon ridotte in S. Eligio, onde quel luogo fu estinto”. Dallo studio di storici invece evince che in principio la cappella era cristiana frequentata da monache Benedettine  trasferite poi per volere del Cardinale Alfonso Carafa e successivamente trasformata in sinagoga. Dalle ultime notizie, arrivano le intenzioni da parte dell’arcivescovo Crescienzio Sepe di riaprire la sinagoga per ridarla alla comunità ebraica.

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